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Ingresso gratuito musei Vaticani 2020

Calendario 2020 delle giornate con ingresso libero:
Domenica 26 gennaio 2020
Domenica 23 febbraio 2020
Domenica 29 marzo 2020
Domenica 26 aprile 2020
Domenica 31 maggio 2020
Domenica 28 giugno 2020
Domenica 26 luglio 2020
Domenica 30 agosto 2020
Domenica 27 settembre 2020
Domenica 25 ottobre 2020
Domenica 29 novembre 2020
Domenica 27 dicembre 2020
Roma 23 gennaio 2020

La Cappella Sansevero e il Cristo Velato
locus iste LUOGHI E MEMORIA
Domenica 26 gennaio ore 10:00
Con l’Associazione culturale locus iste in visita alla Cappella Sansevero, illustre mausoleo funerario dedicato all’omonimo nobile casato. Tempio dell’arte tardo barocca, la cappella frutto della genialità di Raimondo di Sangro, VII principe di Sansevero, fu scrigno di segreti percorsi iniziatici, sperimentali e sentimentali, e gelosa custode dello straordinario Cristo Velato. Appuntamento: Piazza San Domenico Maggiore, nei pressi della Pizzeria Petrucci - Prenotazioni: 3472374210
Napoli 21 gennaio 2020

Il Giorno della Memoria

Il 27 gennaio 1945 le truppe dell’Unione sovietica impegnate nell’offensiva che avrebbe portato alla capitolazione della Germania nazista arrivarono ad Auschwitz, aprirono i cancelli del campo di concentramento e liberarono i superstiti. Il Giorno della Memoria rinnova la riflessione sulla Shoah, sulle leggi razziali e la persecuzione, anche italiana, dei cittadini ebrei, e rende omaggio alle vittime ma anche a quanti si sono opposti al progetto di sterminio, rischiando la propria vita per salvare altre vite e proteggere i perseguitati.
21 gennaio 2020
MESSA GIORNALISTI 2020
La Stampa Sannita festeggia il  patrono dei giornalisti San Francesco di Sales con una Santa  Messa
Come da antica tradizione, anche quest’anno  l’Associazione Stampa Sannita, presieduta da Giovanni Fuccio, organizza una  Santa Messa in occasione della memoria di San Francesco di Sales, patrono dei  giornalisti. L’appuntamento è per venerdì 24 gennaio, alle ore 18.00,  nella Chiesa di San Gennaro (Piazzale Carducci, 1 - Rione Mellusi) ed il sacro  rito sarà officiato da monsignor Pasquale Maria  Mainolfi. La funzione religiosa sarà celebrata anche in suffragio  dei giornalisti scomparsi.
Benevento 14 gennaio 2020



CERRETO SANNITA. CONTROLLI STRAORDINARI DEL TERRITORIO IN VALLE TELESINA. ESEGUITE PERQUISIZIONI, SEQUESTRI, FERMI E DENUNCE.
Dislocate sul territorio 21 pattuglie per garantire la tranquillità  della popolazione attraverso la prevenzione dei furti e rapine, nonché  la sicurezza della circolazione stradale.
I Carabinieri della Compagnia di Cerreto Sannita hanno effettuato un articolato servizio di controllo straordinario del territorio, con l’impiego di ben 21 pattuglie, dislocate su tutto il territorio di competenza, da Morcone ad Amorosi, teso prevalentemente alla prevenzione dei furti e delle rapine sia in danno di privati che di istituti di credito. Inoltre è stato posto in essere un consistente controllo della circolazione stradale sulle principali  arterie di comunicazione tra le province di Benevento e Caserta.  Maggiore impulso è stato dato anche al contrasto all’uso e spaccio di sostanze stupefacenti.
Lusinghieri sono stati i risultati ottenuti, con ben 194 autoveicoli controllati, 8 perquisizioni eseguite e 20 contestazioni al codice della strada con conseguenti sanzioni, fermi e sequestri amministrativi. Infine è stato proposto, alla competente autorità, per il  foglio di via obbligatorio nel Comune di Frasso Telesino, un pregiudicato, proveniente dall’agro aversano,  che proponeva verosimili contratti con società telefoniche.  
Cerreto Sannita 22 gennaio 2020


Corso di formazione sul tema della violenza domestica, di genere e contro le vittime vulnerabili”
Domani alle ore 9.30, presso l'Aula Magna DEMM dell’Università degli Studi del Sannio, si inaugura il Corso di formazione sul tema della violenza domestica, di genere e contro le vittime vulnerabili”, organizzato dalla Procura della Repubblica di Benevento, dall’Università degli Studi del Sannio e dall’Università Giustino Fortunato, nell’ambito delle attività del Tavolo Tecnico Interistituzionale e dello Spazio di accoglienza e ascolto  per la tutela delle vittime vulnerabili e di violenza di genere istituiti presso la Procura della Repubblica di Benevento.
Il Corso si articola in tre incontri, domani si inizia con  il primo dei tre sui “Profili giuridici e applicativi delle prime attività di contrasto alla violenza domestica, di genere e contro le vittime vulnerabili”; il secondo incontro si terrà il 14 maggio 2020,  presso l’Aula Magna dell’Università Giustino Fortunato, e tratterà di “Violenza di genere e contro le vittime vulnerabili: i principali delitti “codice- rosso”, la psicologia della vittima e dell’autore”; l’ultimo incontro si terrà il 14 ottobre 2020 presso la Prefettura di Benevento e avrà ad oggetto “Prevenzione e contrasto alla violenza di genere e contro le vittime vulnerabili, i problemi e le prospettive” .
Domani, il Corso di formazione, dopo i saluti istituzionali del Prefetto di Benevento, dott. Francesco Cappetta, del Presidente del Tribunale di Benevento, dott.ssa Marilisa Rinaldi, del Questore di Benevento, dott. Luigi Bonagura, del Vice Questore Vicario di Avellino, dott. Michele Abenante, del Comandante Provinciale dei Carabinieri di Benevento, Ten. Col. Germano Passafiume, del Comandante Provinciale dei Carabinieri di Avellino, Col. Massimo Cagnazzo, del Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Benevento, Col. Mario Intelisano e del Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Benevento, avv. Alberto Mazzeo, sarà presentato dal Procuratore della Repubblica di Benevento, dott. Aldo Policastro, dal Rettore dell’Università del Sannio, prof. Gerardo Canfora, e dal Rettore dell’Università Giustino Fortunato, dott. Giuseppe Acocella.
L’incontro di domani sarà coordinato dalla giornalista de “Il Mattino”, dott.ssa Luella De Ciampis; interverranno la prof.ssa Antonella Marandola, Ordinario di Diritto Processuale Penale presso l’Università del Sannio; la dott.ssa Maria Colucci, Sostituto Procuratore presso la Procura di Benevento; il prof. Avv. Antonio Maria La Scala, docente di diritto penale presso l’Università LUM; la prof.ssa Laura Sara Agrati, associato di didattica e pedagogia speciale presso l’Università Giustino Fortunato; la dott.ssa Elvira Reale, Coordinatrice del Centro Dafne AORN Cardarelli di Napoli; l’avv. Nico Salomone, avvocato del Foro di Benevento; il dott. Gennaro Trezza, Direttore della UOC di Ostetricia e Ginecologia presso l’A.O. San Pio di Benevento e la dott.ssa Sara Furno, presidente della Consulta delle donne del Comune di Benevento.
Il lavoro di rete sul territorio sta dando i suoi frutti e questo Corso, articolato in tre incontri, testimonia la concretezza degli impegni pubblicamente assunti dai firmatari del Protocollo d’intesa promosso dal Tavolo Interistituzionale per assicurare sempre più l’integrazione delle azioni fra soggetti pubblici e privati, operanti nello specifico settore, per il superamento della frammentazione degli interventi, per il potenziamento della tutela delle vittime vulnerabili e per la definizione di strategie condivise per la prevenzione di ogni forma di violenza domestica, di genere e contro le vittime vulnerabili. Il Corso vuole essere un ulteriore e importante momento di formazione e specializzazione degli operatori territoriali per il precoce riconoscimento della violenza intra-familiare e contro ogni vittima vulnerabile, per il più adeguato contrasto ad essa e per migliorare il sostegno alle vittime, anche in tutto l’iter giudiziario, per evitare la vittimizzazione secondaria.
Benevento, 21 gennaio 2020


Caserta, i ‘clienti’ pagano con il bancomat le prostitute
Le ragazze, operanti sul vialone Carlo III a Caserta e la zona industriale verso Marcianise tutte minuite di un pos. A riportare la notizia è riportata da ‘Cronaca Caserta’. Nonostante agissero in strada, le giovani utilizzano il Pos, permettendo così il pagamento con moneta elettronica. Oltre al tradizionale apparecchio collegato al conto corrente bancario, esiste infatti un tipo di dispositivo -completamente legale- che consente di effettuare pagamenti con qualsiasi carta grazie all’ausilio del proprio smartphone..
Caserta 20 gennaio 2020.


COMPAGNIA DI MONTESARCHIO - CARABINIERI ESEGUONO MIRATI SERVIZI DI CONTROLLO DEL TERRITORIO
Vasta e diversificata l’operazione di perlustrazione e controllo del territorio condotta nella serata di ieri dai Carabinieri della Compagnia di Montesarchio (BN), su disposizione del Comando Provinciale di Benevento, finalizzata principalmente al contrasto dei reati di tipo predatorio ed al controllo della circolazione stradale.
Il servizio, svolto per massimizzare l’attività preventiva e, se del caso, repressiva, ha interessato tanto le vie cittadine quanto le aree rurali delle varie contrade disseminate ambito comuni di Montesarchio (BN), Sant’Agata de’ Goti (BN) e Dugenta (BN).
Tale attività che ha visto l’impiego di n. 6 equipaggi automontati composti da n. 12 militari dipendenti dalla Compagnia ha consentito di controllare in totale 77 persone di interesse operativo e 56 veicoli, effettuare 8 perquisizioni, elevare 7 contravvenzioni al Codice della Strada e sottoporre 1 veicolo a sequestro amministrativo, contribuendo così ad innalzare il senso di sicurezza e fiducia nelle Istituzioni da parte della cittadinanza.
in Sant’Agata de’ Goti (BN), militari del locale Comando Stazione CC hanno tratto in arresto un 57enne originario della provincia di Napoli in esecuzione di ordine per la carcerazione, pari a mesi 6 e giorni 11 emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Napoli in quanto ritenuto responsabile del reato di rapina in concorso commesso in Torre del Greco (Na) nel maggio del 2016. Lo stesso, dopo le formalità di rito, veniva associato alla Casa Circondariale di Benevento.
in Montesarchio (BN), militari dell’Aliquota Radiomobile del NORM della Compagnia CC di Montesarchio (BN) deferivano in stato di libertà un 51enne del posto per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, in quanto, a seguito di perquisizione personale  veniva trovato in possesso di circa 3 grammi di sostanza stupefacente del tipo crack, poi sottoposta a sequestro;
in Montesarchio (BN), militari dell’Aliquota Radiomobile del NORM della Compagnia CC di Montesarchio (BN) deferivano in stato di libertà un 35enne di Bonea (BN) per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, in quanto, a seguito di perquisizione personale  veniva trovato in possesso di circa 6 grammi di sostanza stupefacente del tipo hashish, poi sottoposta a sequestro.
Montesarchio (BN), lì 19 gennaio 2020.




89 anni fa i trasvolatori atlantici arrivarono a Rio de Janeiro.
Dopo le due crociere nel Mediterraneo, si pensò ad un'impresa di più ampio respiro: una trasvolata atlantica in formazione, mai effettuata prima. Fu con questo scopo che, nel 1930, venne realizzata ad Orbetello la NADAM, Scuola di navigazione aerea d'alto mare, per preparare equipaggi in grado di effettuare trasvolate oceaniche. Furono utilizzati 12 idrovolanti Savoia-Marchetti S.55A.
Orbetello 17 gennaio 2020

Due persone sono morte questa mattina in seguito allo scontro tra la loro auto e un pullman. Le persone decedute sono originarie della Campania.
L'incidente è avvenuto nei pressi di Civitella Paganico (Grosseto) sulla statale 223 che collega Siena e Grosseto. L’impatto si è verificato in un tratto in cui la carreggiata si restringe a due corsie. Oltre alle due vittime c’è un ferito lieve, un passeggero del pullman. Da chiarire le dinamiche dell’incidente
Secondo quanto appreso, le due vittime erano entrambe residenti nel Napoletano e avevano 38 e 48 anni. Per cause ancora da accertare, l'auto avrebbe perso il controllo in curva all'uscita di una galleria invadendo l'altra corsia e scontrandosi con il pullman che proveniva in senso opposto e sul quale viaggiavano 25 persone. Sul posto sono subito intervenuti i vigili del fuoco, il 118, personale Anas e la polizia stradale per i rilievi. Il tratto di strada in cui è avvenuto l’incidente è stato temporaneamente chiuso al traffico.
Grosseto 17 gennaio 2020

PROCURA DELLA REPUBBLICA DI BENEVENTO - Esecuzione di provvedimenti  cautelari per 10 indagati
    
Nella mattinata odierna, all’esito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Benevento, militari del Gruppo del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Benevento hanno dato esecuzione all’ordinanza con cui il Giudice per le Indagini Preliminari di Benevento, su richiesta della Procura, ha disposto l’applicazione di dieci misure cautelari personali e di misure reali. La complessa e articolata attività di indagine, scaturita da uno specifico servizio in materia di lavoro sommerso, ha consentito di accertare la sussistenza di un grave quadro indiziario a carico di una vera e propria associazione per delinquere volta a perpetrare una serie indeterminata di reati ed, in particolare, di delitti fiscali e di truffe aggravate per il conseguimento di erogazioni pubbliche ai danni dell’I.N.P.S. e ai danni dello Stato, condotte delittuose i cui proventi costituivano a loro volta oggetto di condotte di riciclaggio e di auto-riciclaggio. Nel corso della corposa attività investigativa, fondata su attività di intercettazione, perquisizioni ed analisi del contenuto dei dispositivi sequestrati agli indagati, di acquisizione documentale e di escussione delle persone informate sui fatti, si è infatti avuto modo di verificare che le suddette condotte delittuose sono state poste in essere mediante la costituzione e/o la gestione di molteplici società (ben 17), tutte riconducibili di fatto allo stesso sodalizio criminale e quasi tutte, in concreto, non operative e utilizzate precipuamente per finalità elusive. Per un verso le società erano tutte strumentali all’emissione e all’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e quindi ai fini di evasione, per altro verso venivano adoperate per la fittizia assunzione di personale, stante l’assenza di attività lavorativa concretamente prestata, al solo fine di consentire la percezione indebita di indennità di disoccupazione in seguito al licenziamento (anch’esso fittizio) e il conseguimento di settimane utili ai fini pensionistici, così sostanzialmente creando crediti di imposta a favore delle società da compensare con ritenute previdenziali ed assistenziali scaturenti dalle assunzioni presso le stesse di numerose persone. Tutti i soggetti assunti dalle anzidette società, a distanza di un lasso temporale utile a far maturare i diritti previsti dalla normativa vigente, venivano licenziati ed invitati a presentare domanda di indennità di disoccupazione che, una volta  indebitamente ottenuta e accreditata, veniva dagli stessi riversata nelle mani del sodalizio criminoso: il tutto mediante una struttura organizzativa complessa e articolata con suddivisione di ruoli e compiti ben precisi tra gli indagati, con una gestione pianificata nei minimi dettagli e mediante tecniche ed espedienti ben collaudati nel tempo così come è emerso dall’attività di perquisizione e analisi del materiale sequestrato, rendendo di fatto possibile che gli stessi agissero indisturbati per quasi tutto un decennio. Alla base dell’organizzazione è stata pertanto sfruttata la collaborazione di centinaia di soggetti che, in cambio  di una piccola percentuale dell’indennità indebitamente percepita e della conseguente opportunità di ritrovarsi contributi figurativi e settimane lavorative, si è prestata a farsi assumere e licenziare e a presentare domanda per conseguire le indennità di disoccupazione che venivano accreditate sui conti correnti accesi dai beneficiari e poi versate in tutto o in parte ai vertici dell’associazione. Fondamentale si è rivelato altresì il ruolo di coloro ai quali sono state intestate le società e che hanno di fatto reso possibile la commissione di molteplici reati fiscali e di plurime truffe e che ora si rendevano disponibili per ogni operazione anche simulata e atto necessario per il conseguimento delle finalità illecite dell’associazione, ora si recavano presso istituti bancari, emettevano assegni, firmavano documenti, effettuavano movimentazioni bancarie e facevano transitare sui propri conti correnti i proventi dell’attività delittuosa, compiendo operazioni volte a dissimularne la relativa provenienza, ora procacciavano nominativi utili ai fini delle assunzioni. Prezioso si è così rivelato il contributo, nell’ambito dell’associazione, dei “prestanome”, soggetti prevalentemente provenienti da contesti sociali di disagio, da fasce deboli della popolazione disposte a tutto per pochi soldi, facilmente circonvenibili e senza nulla da perdere, atteso che trattasi di soggetti senza reddito e occupazione lavorativa, alcuni dei quali con precedenti penali specifici e disposti alla commissione di qualsivoglia reato per guadagnare la giornata (finanche per percepire denaro per le sigarette e/o pagamento delle varie bollette e per l’acquisto di beni di prima necessità). Parimenti essenziale per il funzionamento del meccanismo fraudolento è stata l’opera di chi ha rivestito la qualità di consulente del lavoro delle società del sodalizio, mettendo a disposizione la propria attività professionale, in particolare consentendo di avviare e perfezionare la procedura finalizzata al conseguimento delle indebite indennità di disoccupazione. Risalendo nella struttura piramidale della compagine associativa, basilare è stato il contributo degli organizzatori, i quali, a vario titolo, hanno coadiuvato il promotore, ora curando sistematicamente l’attività di gestione dell’intero apparato societario e la tenuta della relativa contabilità, predisponendo tutta la documentazione necessaria per la commissione delle truffe e dei reati fiscali, ora rappresentando legalmente le società, ora procacciando nominativi utili per le assunzioni, ora gestendo, istruendo e accompagnando i prestanome ogniqualvolta si rendesse necessario, ora fungendo da referenti esterni per l’associazione, ora occupandosi della riscossione delle stesse indennità di disoccupazione. Infine, ruolo di assoluto rilievo è stato ricoperto dal promotore dell’associazione, reale dominus di tutta l’attività, nonché fulcro della gestione aziendale di tutte le società e ideatore di tutto il meccanismo fraudolento, controllando di fatto l’intero apparato in modo puntuale, anche pianificando strategie difensive in caso di controlli fiscali, nonché assumendo ogni decisione e impartendo direttive ai suoi sodali in ordine alla gestione delle società, coordinando ogni operazione e beneficiando dei proventi dell’attività delittuosa, di cui risultava ultimo collettore, attraverso condotte di riciclaggio degli altri indagati e di auto-riciclaggio. Nei confronti del promotore e degli organizzatori dell’associazione, cinque persone, è stata disposta dal gip l’applicazione della misura degli arresti domiciliari, laddove nei confronti degli ulteriori compartecipi dell’associazione, altri cinque, è stata disposta la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.  All’esito delle attività espletate e dei conteggi effettuati dall’I.n.p.s., è stato possibile accertare l’enorme portata del meccanismo fraudolento attuato dagli indagati e del giro illecito di “affari” che ne è derivato, risultando innanzitutto coinvolte a vario titolo nelle ipotesi truffaldine più di 100 persone, almeno 17 le società utilizzate per le fittizie assunzioni, più di 200 i rapporti di lavoro fittizi instaurati, ma soprattutto che l’I.N.P.S. ha erogato, a far data quanto meno dal 2013, somme non dovute per indennità di disoccupazione per un importo complessivo pari a 1.037.569,92 e che le settimane complessive accumulate illecitamente a fini pensionistici risultano essere pari a 11361 pari a circa 218 anni contributivi. Allo stesso tempo, attraverso l’utilizzo e l’emissione di fatture per operazioni inesistenti e la commissione di molteplici delitti fiscali, l’intero meccanismo fraudolento architettato ha consentito di evadere un’imposta complessiva pari a 2.687.254,28. Infine, i proventi dei predetti delitti venivano di volta in volta trasferiti su conti correnti intestati ad altre persone riconducibili comunque all’associazione, attraverso una pluralità di movimentazioni bancarie effettuate tra persone fisiche e giuridiche, in modo da ostacolarne l’accertamento della provenienza delittuosa: dagli accertamenti bancari effettuati nel corso delle indagini emergeva, in particolare, che gran parte delle somme, dopo una serie di operazioni e trasferimenti, confluivano su conti correnti situati all’estero ovvero Malta e Lussemburgo. In relazione ai predetti fatti è stata data altresì esecuzione al sequestro preventivo, disposto dal gip, anche per equivalente del profitto dei reati tributari e delle truffe fino alla concorrenza del valore complessivo di € 3.724.824,20, nonché al sequestro delle 17 società utilizzate per la commissione dei suddetti reati, mentre si sta tuttora procedendo, mediante coordinamento con Eurojust, al sequestro dei conti correnti aperti all’estero. Non può che sottolinearsi, a completamento dell’allarmante quadro emerso, la peculiare pericolosità degli indagati: nel corso dell’attività investigativa hanno dimostrato, non solo particolare scaltrezza e abilità, ma anche un atteggiamento del tutto sprezzante nei confronti della legge e del sistema giudiziario, continuando a delinquere, noncuranti dei controlli e delle indagini in corso, che già peraltro conoscevano, e provvedendo ad eliminare file e documenti finanche oggi nella fase di esecuzione delle misure, precostituendosi prove a discarico (avevano predisposto un memorandum per ogni lavoratore, predisponendo anche il contenuto delle dichiarazioni da rendere all’autorità giudiziaria, il tutto contenuto in una penna usb di cui si disfacevano nel corso della prima perquisizione) nonché disponendo, in modo particolarmente allarmante, di canali privilegiati di acquisizione di notizie segrete relative alle indagini con particolare riferimento alle intercettazioni autorizzate nei loro confronti che provvedevano a neutralizzare sia pure parzialmente.
Benevento, 16 gennaio 2020
Cappella Sansevero di Napoli: nel 2019 con più di 750mila visite
Il Museo Cappella Sansevero nel 2019. I visitatori totali hanno superato l’incredibile soglia delle 750mila unità (758.453 visitatori totali contro i 698.530 dell’anno precedente). I visitatori paganti sono stati 723.039, facendo registrare un incremento di oltre l’8% rispetto ai 665.774 del 2018. La crescita negli ultimi anni si è mantenuta costante e i numeri sono cresciuti del 303% in soli sei anni (dai 238.795 visitatori paganti del 2013 agli oltre 723 mila del 2019). Con i numeri del 2019, il Museo Cappella Sansevero si conferma ancora una volta il più visitato tra i musei e i complessi monumentali della città di Napoli”. Soddisfatto il direttore Fabrizio Masucci: “I dati registrati negli ultimi anni sono da considerarsi tanto più straordinari quando si pensi alle dimensioni contenute dello spazio espositivo e dell’area di attesa all’esterno. Il nostro impegno è dedicato ogni giorno a mantenere alta la qualità dell’esperienza di visita alla cappella Sansevero. Nel 2019 siamo stati scelti tra le aziende della Campania insignite del premio Industria Felix, che ha conferito l’alta onorificenza di bilancio alla museo Cappella Sansevero s.r.l. Un premio che ci rende particolarmente orgogliosi, perché tale riconoscimento ci è stato assegnato in quanto ‘miglior impresa del settore Cultura della regione”.
Napoli 16 gennaio 2020

Sgominato il clan SPARANDEO operante a Benevento
Squadra Mobile di Benevento, coadiuvato dal Reparto Prevenzione Crimine ed a un’unità cinofila di Napoli, ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura di custodia cautelare in carcere ed agli arresti domiciliari emessa in data 7 gennaio 2020 dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli, nei confronti di dieci soggetti, alcuni dei quali ritenuti promotori, affiliati o strettamente contigui al clan SPARANDEO operante a Benevento.
Il provvedimento è stato adottato al termine di una complessa attività d’indagine iniziata nei primi mesi del 2017 sulla base di importanti elementi investigativi raccolti dalla polizia giudiziaria sul controllo sulle attività economiche della zona poste in essere da numerosi affiliati all’associazione criminale facente capo alla famiglia SPARANDEO; in particolare, il gruppo criminale imponeva dei pagamenti alle imprese commerciali locali ed era coinvolto nella gestione del traffico di sostanze stupefacenti. L’art. 416 bis è stato riconosciuto nei confronti di SPARANDEO Corrado, detto “Zio” o “Pinocchio” (classe ’57) MORELLI Carmine, detto “Carminuccio ‘o Zingaro” o “Lo Zingaro” (classe ’60) e POCCETTI Vincenzo (classe ’74) per aver preso parte all’associazione di tipo mafioso denominata clan SPARANDEO, operante sul territorio della provincia di Benevento in cui è stabilmente radicata. Oltre alla commissione di delitti contro il patrimonio, danneggiamenti anche mediante l’uso di esplosivi e reati in materia di stupefacenti, il gruppo gestiva il parcheggio nei pressi dello stadio comunale di Benevento “Ciro Vigorito”, imponendo la riscossione delle somme di denaro senza alcun titolo dai parcheggiatori sia cd. abusivi che regolari. In particolare SPARANDEO Corrado, al fine di affermare e mantenere il controllo egemonico sul territorio, curava personalmente ed esclusivamente, anche mediante reciproci accordi, i rapporti con clan napoletani e limitrofi come Montesarchio; rafforzava i legami con esponenti locali dell’imprenditoria al fine di consolidare il controllo del territorio.
Benevento 14 gennaio 2020


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