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BENEVENTO: CONTRASTO DEI CARABINIERI ALLO SPACCIO DI DROGA. ARRESTATO SPACCIATORE CHE AVEVA APPENA SMERCIATO DUE DOSI DI EROINA A DUE TOSSICODIPEDENTI
Questo pomeriggio, a Benevento i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Benevento, a conclusione di un’attività finalizzata a contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti, nel corso degli opportuni servizi, hanno sorpreso ed arrestato in flagranza P.M. 27enne  Benevento, ritenuto responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di cocaina, già noto per i suoi precedenti specifici.
       Infatti, nelle vicinanze di via Pertini, che costeggia il Terminal Bus di Benevento, dopo aver seguito i movimenti sospetti di due tossicodipendenti, alla ricerca della dose di stupefacente, i militari in abiti borghesi hanno individuato, alla guida di una bici elettrica, un pusher di questo centro conosciuto proprio per la sua attività di spacciatore. Gli stessi carabinieri sono intervenuti proprio nel mentre il 27enne stava cedendo due dosi di stupefacente, verosimilmente eroina, ai due acquirenti. Tale cessione non è sfuggita ai militari, tuttavia al momento del loro arrivo i due giovani riuscivano a gettare le dosi nella folta vegetazione dei giardini posti in quei pressi tanto che, nelle accurate ricerche non è stata rinvenuta.
Tutti e tre venivano condotti presso gli uffici di questo Comando Provinciale e, nel corso degli accertamenti i due acquirenti, tossicodipendenti della provincia di Avellino, ammettevano e confermavano l’acquisto della dose di eroina, dietro la cessione della somma di 40 euro, rinvenuta addosso allo spacciatore, poi sequestrata ritenuta provento dell’attività di spaccio.
Pertanto, il pusher dopo le formalità di rito è stato dichiarato in arresto perché ritenuto responsabile del reato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti  e quindi,  su disposizione del Sostituto Procuratore di turno, veniva accompagnato presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari, mentre i due acquirenti sono stati segnalati alla Prefettura per uso personale di stupefacenti a scopo non terapeutico.
Benevento 16 luglio 2019


Relax sulle coste della Toscana per politici e vip “nostrani”.
Ad Ansedonia sono stati avvistati la showgirl Alessia Mancini in vacanza con il marito Flavio Montrucchio e i figli. Un po’ di relax che, oltre allo scatto mio, è ampiamente documentata anche dalla stessa Mancini e dal marito sui rispettivi account Instagram. Si rilassa nella spiaggia vip di Capalbio  l’attrice, ex “Un Medico in famiglia” e “Incantesimo” Valentina Chico immortalata durante un sensuale bagno tra le acque agitate, sfoggiando forme invidiabili e una perfetta abbronzatura. A Capalbio anche Francesco Rutelli e Barbara Palombelli, che però, in questi scatti sembrano più in cerca di ombra e fresco che desiderosi di godersi mare e spiaggia. Tra gli ombrelloni di Orbetello è stato invece sorpreso il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, boxer chiari e ciabattine mentre si appresta a fare uno spuntino, rigorosamente light: un’insalata per combattere il caldo che si fa sentire anche in riva al mare.
Capalbio 15 luglio 2019


Misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di residenza
Al termine di un’inchiesta cooordinata dai magistrati della Procura della Repubblica di Benevento, il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Avellino ha eseguito la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di residenza e, congiuntamente, all’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, disposta dal Tribunale di Napoli, Sezione del Riesame, a seguito di appello del p.m. e confermata dalla Corte di Cassazione, nei confronti di una persona di Montecalvo Irpino (Avellino), perché gravemente indiziato dei reati di tentativo di estorsione ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria.
Il procedimento penale traeva origine da un episodio occorso nell’estate del 2017, allorquando l’odierno indagato avvicinava due coniugi - che si erano interessati all’asta giudiziaria a carico dell’appartamento in cui abitavano, sottoposto ad esecuzione immobiliare - ai quali richiedeva, quale prezzo per rinunciare all’asta giudiziaria, la somma di oltre 11 mila euro, imponendogli di farsi carico di un pregresso debito contratto dal padre di una delle persone offese.
Successivamente, poche ore prima dello svolgimento dell’asta giudiziaria, l’indagato avvertiva altresì i coniugi che avrebbe rialzato, ad oltranza, il prezzo dell’immobile, se non avesse ricevuto i soldi richiesti.
Ed effettivamente, alla mancata adesione delle persone offese – che, nel frattempo, avevano sporto denuncia alla Guardia di Finanza di Avellino - il soggetto indagato, tramite sua moglie, si aggiudicava l’immobile in questione, con una somma “decisamente spropositata” rispetto all’offerta delle persone offese, alle quali veniva dunque impedito di acquistare l’immobile che già occupavano.
In aggiunta, grazie alle articolate attività d’investigazione svolte dal Nucleo PEF di Avellino - Sezione Tutela Economia, veniva delineato un grave quadro indiziario in ordine al delitto di esercizio abusivo del credito, reato per cui l’indagato , già nel marzo del 2015, aveva riportato una condanna definitiva., poiché si accertava che il predetto aveva reiterato, almeno fino al maggio del 2018, condotte di abusivismo finanziario nei confronti di diversi soggetti, continuando a prestare stabilmente denaro a terzi e senza alcuna autorizzazione.
Benevento, 15 luglio 2019


Operrazione sicurezza degli uomini della polizia di Stato
Nella scorsa  notte, nell’ambito  di specifici servizi predisposti per contrastare il fenomeno dei furti in abitazione, una pattuglia della Squadra Volanti del Commissariato di P.S. di  Telese Terme, intercettava  sulla S.P. 372, all’altezza dello svincolo di Solopaca, una autovettura Audi A/4 di colore rosso con targa bulgara che stava procedendo  a forte velocità nel senso opposto di marcia  in direzione Caianello. Gli agenti, vista l’andatura sospetta dell’auto, intimavano mmediatamente l’alt effettuando una rapida inversione di marcia per bloccare l’autovettura che si stava velocemente  allontanando. In tale frangente i due occupanti dell’Audi A4 decidevano di arrestare di colpo la vettura   al centro della carreggiata con gli sportelli anteriori aperti dandosi alla fuga nelle campagne adiacenti ove riuscivano a far perdere le proprie tracce. Nell’abitacolo e nel bagagliaio della vettura sono stati ritrovati numerosi rulli di rame privi di guaina per un peso totale di ben 12 quintali nonché  numerosi indumenti ed una ricetrasmittente verosimilmente utilizzati per commettere il furto. Tutto il materiale rinvenuto, dopo i rilievi della   Polizia Scientifica, è stato sottoposto a sequestro e messo a disposizione dell’A.G.. Sono in corso accertamenti per addivenire alla identificazione dei fuggitivi ed alla individuazione del luogo dell’avvenuto furto di rame.
Telese Terme, 13/07/2019

Tre arresti per l'omicidio Nizza
Nella mattinata odierna la Squadra Mobile di Benevento ha dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari, su richiesta della Procura della Repubblica di Benevento, con la quale si disponevano gli arresti domiciliari nei confronti di tre donne beneventane, parenti di una persona tratta di recente in arresto per l’omicidio commesso nel 2009 ai danni di  Nizza Cosimo, gravemente indiziate dei reati di intralcio alla giustizia, atti persecutori(stalking) e lesioni personali aggravate.
Le vicende al centro delle indagini riguardano fatti recentissimi e scaturiscono proprio dall’esecuzione nel marzo scorso dell’ordinanza di custodia cautelare per il fatto di sangue prima richiamato; subito dopo la discovery degli atti di indagine, le indagate ponevano in essere una lunga serie di gravi intimidazioni nei confronti dei componenti del gruppo familiare di appartenenza di una delle persone informate sui fatti, sentita nel corso delle indagini, al fine di costringerla  a ritrattare le  dichiarazioni rese alla p.g. e a non confermarle  nel corso del  processo .
Le minacce erano state dapprima poste in essere velatamente attraverso l’invio di messaggi WhatsApp recanti dei passi delle dichiarazioni rese alla polizia giudiziaria dal testimone per poi sfociare in reiterate e gravi aggressioni commesse anche con l’utilizzo di strumenti atti a offendere. Durante due degli ultimi recentissimi episodi, risalenti alla fine di giugno scorso, le vittime sono state oggetto di violente e gratuite aggressioni sia presso il bar da loro gestito - dove erano stati rovesciati arredi nonché lanciati oggetti e suppellettili - sia nei pressi della loro abitazione; nel corso di una altro episodio, concretizzatosi in violente e  minatorie condotte ai danni della vittima,  erano intervenuti anche i capi famiglia delle indagate ed un ulteriore loro parente che, tutti insieme, avevano aggredito e minacciato le parti lese.
Le gravi condotte poste in essere dalle tre donne, coadiuvate in talune occasioni da parenti o altri soggetti a loro vicini, sono del tutto analoghe al modus operandi di soggetti appartenenti ad ambienti della criminalità organizzata per imporre un atteggiamento omertoso, mascherandole da banali liti. E apparso invece palese che le reiterate minacce effettuate attraverso messaggistica o violente aggressioni fisiche, che hanno cagionato alle vittime lesioni personali e il danneggiamento dei propri beni, erano chiaramente finalizzate a costringere uno dei testimoni del grave fatto omicidiario a ritrattare le proprie affermazioni e tenere una condotta processuale confacente alle esigenze  del detenuto.
L’abitualità delle condotte, prima descritte, finalizzate ad intralciare il corso della giustizia, ha consentito  anche la contestazione della fattispecie delittuosa di cui all’art. 612 bis c.p. (stalking), avendo le condotte violente e aggressive delle tre indagate ingenerato nelle vittime un perdurante e grave stato di ansia e di paura e un fondato timore per l'incolumità propria e dei loro  prossimi congiunti, tanto da costringerle addirittura a cambiare le loro abitudini di vita, incidendo negativamente anche sull’espletamento della loro attività imprenditoriale.
Le indagini, coordinate dai magistrati della Procura della Repubblica di Benevento e condotte dalla Squadra Mobile di Benevento, proseguono sia per raccogliere ulteriori elementi a carico di altri soggetti che hanno partecipato alle aggressioni contestate sia per chiarire i contorni di un altro gravissimo episodio avvenuto qualche giorno fa, l’esplosione di tre colpi d’arma da fuoco a Rione Libertà  all’indirizzo dell’abitazione delle medesime vittime dei reati contestati.
Benevcento 13 luglio 2019

Grossa operazione della Polizia Economico Finanziaria: 25 misure cautelari, sequestro preventivo di beni per 80 milioni di euroCaserta: Nell'ambito di un'indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Caserta, con l'ausilio di numerosi altri Reparti territoriali della Guardia di Finanza stanno dando esecuzione a un'ordinanza - emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli Nord - applicativa di 25 misure cautelari personali (di cui 13 in carcere, 10 arresti domiciliari e 2 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria), nonché del sequestro preventivo di beni, rapporti finanziari, partecipazioni societarie e complessi aziendali per circa 80 milioni di euro. Agli indagati, domiciliati in diverse località d'Italia, sono stati contestati a vario titolo i delitti di associazione per delinquere transnazionale, sottrazione all'accertamento ed al pagamento dell'accisa sull'alcol e sulle bevande alcoliche, trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio, dichiarazione infedele, omessa dichiarazione, emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, abuso d'ufficio e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. ln particolare, i destinatari dell'ordinanza sono gravemente indiziati di aver fatto parte di un gruppo criminale transnazionale (o, comunque, di averne agevolato l'attività illecita) con base nelle province di Napoli e Caserta e ramificazioni in diverse regioni del centro nord Italia (Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Toscana e Veneto), nonché in territorio comunitario (Bulgaria, Slovacchia, Germania, Inghilterra, Olanda e Slovenia) ed extra U.E. (Azerbaijan e Serbia), composto da 15 persone e al cui vertice si collocano 2 persone residenti nella provincia di Caserta ed Avellino. Dalla attività investigativa posta in essere, è risultato che il gruppo ha operato fraudolentemente, nel periodo 2017 — 2018, nel settore dell'importazione e commercializzazione di prodotti alcolici, potendo contare anche su una fitta rete di soggetti compiacenti, tra cui i titolari di depositi fiscali e commerciali, con sede sia in Italia che all'estero. La vorticosa attività illecita si è manifestata in molteplici operazioni di importazione di ingenti volumi di alcool etilico e di vari superalcolici (vodka, rhum e whisky) per un'evasione di imposte (accisa, IVA ed imposte dirette) stimata in oltre 20 milioni di euro, inondando così il mercato con oltre 4,3 milioni di litri di prodotto di contrabbando, venduto in nero sia in Italia che in altri Paesi del Nord Europa. A seguito degli approfondimenti investigativi eseguiti dalle Fiamme Gialle del Nucleo di polizia economico finanziaria di Caserta — mediante, tra l'altro, intercettazioni telefoniche e ambientali, videoriprese, acquisizioni documentali e indagini finanziarie - è stato possibile individuare l'utilizzo da parte dell'associazione per delinquere di 4 diversi sistemi di frode, posti in essere a seconda delle circostanze: 1) False esportazioni verso Paesi extra-Ue: il prodotto inviato da depositi fiscali comunitari in sospensione d'imposta veniva fatto transitare in depositi fiscali italiani che lo destinavano, solo apparentemente, all'esportazione verso Paesi extra UE con un documento elettronico di accompagnamento che veniva "chiuso" grazie alla compiacenza di un funzionario doganale infedele mentre la merce veniva in realtà destinata al mercato nero nazionale e, marginalmente, anche comunitario. 2) Duplice trasporto con medesimo documento di accompagnamento elettronico: un deposito fiscale mittente comunitario spediva a un deposito fiscale italiano prodotto alcolico in sospensione d'imposta, emettendo un documento elettronico su cui veniva indicata una durata del viaggio ben superiore al necessario, così da consentire l'effettuazione di più trasporti con la stessa documentazione giustificativa del carico. Il deposito destinatario, quindi, ricevuto il primo carico di prodotto alcolico non inviava telematicamente la nota di avvenuto ricevimento alla dogana competente, attendendo invece l'arrivo del secondo carico. 3) Chiusura fittizia dei documenti elettronici: l'organizzazione poteva contare sulla disponibilità di alcuni depositi fiscali italiani (collocati a Roma, a Grosseto e in provincia di Brescia) che, secondo l'ipotesi accusatoria, provvedevano ad attestare falsamente, attraverso il sistema EMCS (Excise Movement and Control System) dell'Agenzia delle Dogane, la ricezione di ingenti quantitativi di prodotto alcolico in sospensione d'imposta, che invece venivano trasportati altrove per essere poi destinati alla vendita in nero. Per tale servizio i responsabili dei depositi fiscali percepivano compensi dall'organizzazione variabili secondo la quantità e la concentrazione di alcool nel prodotto trattato, in base ad un vero e proprio listino criminale. 4) Utilizzo fraudolento della procedura di riserva: in questo caso l'operatore mittente - utilizzando artatamente la procedura di riserva da attivarsi solo in caso di malfunzionamento del sistema telematico di tracciamento del prodotto in sospensione d'imposta - emetteva un documento di accompagnamento cartaceo che, però, non veniva segnalato all'Ufficio delle Dogane territorialmente competente, avendo solo la finalità di dare una parvenza di legalità al carico in caso di controlli su strada da parte delle Forze di Polizia. Ovviamente, a consegna avvenuta, il documento veniva distrutto e l'alcol poteva essere immesso in consumo senza lasciare alcuna traccia. L' indagine ha anche permesso di ricostruire i canali finanziari utilizzati per riciclare i notevolissimi proventi illeciti accumulati, fatti transitare sui conti di diverse società nella disponibilità dell'organizzazione, ma intestate formalmente a dei prestanome. Dalle investigazioni è anche emerso l'utilizzo di conti bancari a Malta e il riutilizzo di ingenti somme in contanti per investimenti immobiliari, ristrutturazioni di edifici e acquisti di beni di lusso tra cui diverse autovetture e uno yatch.
Caserta 13 luglio 2019



Esecuzione a un ordinanza, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Benevento arresti domiciliari a carico di un pregiudicato 30enne di Montesarchio
A seguito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Benevento, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Montesarchio (BN) hanno dato esecuzione a un ordinanza, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Benevento su richiesta della Procura della Repubblica, di aggravamento e sostituzione della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria con quella degli arresti domiciliari a carico di un pregiudicato 30enne di Montesarchio (BN) in quanto indiziato dei reati, in concorso con altre persone, di resistenza a P.U. aggravata e lesioni personali aggravate.
La misura coercitiva scaturisce dall’attività posta in essere dai militari della Stazione CC di Montesarchio i quali accertavano che l’indagato aveva ripetutamente violato l’obbligo di presentazione alla P.G. omettendo di presentarsi per ben 7 volte e presentandosi in ritardo per altre 2, evidenziando un atteggiamento totalmente incurante degli obblighi impostigli.
Il 30enne era sottoposto a tale misura a seguito dell’arresto avvenuto in data 31 maggio c.a. allorquando, unitamente ad altre persone, dopo una lite tra due nuclei familiari, aggrediva i Carabinieri intervenuti per sedare la rissa, i quali riportavano lesioni personali con una prognosi di 10 gg..
Il soggetto, rintracciato in Napoli dopo 24 ore di ricerche, dopo le formalità di rito, è stato associato presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Benevento, 12 luglio 2019.

La Dolce Vita della Valeria Marini si tuffa nella fontana di piazza di Spagna, è polemica sui social
Valeria Marini ha scelto la Barcaccia di Piazza di Spagna per girare il videoclip di un brano dal titolo "Me Gusta". "Abbiamo fatto una scena davanti alla fontana e a quel punto mi ci sono buttata dentro e mi sono rinfrescata - ha spiegato la showgirl all'Adnkronos - Sapevo che non si poteva fare il bagno ma sono entrata per cinque minuti e sono uscita". La showgirl, vestita con un abito corto ricamato con delle pietre di acquamarina e scarpe con tacco a spillo color argento, è stata applaudita e fotografata da fan e turisti che si trovavano in zona per ammirare le bellezze della Capitale. A chi sui social chiede di denunciarla, l'ex concorrente di Gf Vip e Temptation Island Vip risponde minimizzando: "Stavo girando un video, era una giornata in allegria ed è stata una cosa che non avevo programmato. Ma c'è sempre chi vuole fare polemiche, pazienza". Un fuori programma costato caro: una multa complessiva di 550 euro e il Daspo urbano: ora dalle fontane romane dovrà stare lontana.
Roma 12 luglio 2019

Roma: cerimonia di presentazione dei nuovi distintivi di qualifica, lo scudo Sannita alla base dei distintivi
Ali moderatamente, zampe divaricate scudo Sannitico con il monogramma RSI  in petto e una corona muraria di 5 visibile simbolo dell'ordinamento  repubblicano come annunciato un anno fa da questa mattina L'Aquila  elemento centrale e nuovi distintivi di qualifica disegnatore esperto di  araldica Michele D'Andrea parabola ufficialmente la sua comparsa sulla divisa e  98.100 della Polizia di Stato
Presso il Salone Belvedere del Palazzo della Consulta a Roma si è tenuta la cerimonia di presentazione dei nuovi distintivi di qualifica della Polizia di Stato. Il Capo della Polizia Franco Gabrielli e le Autorità in sala hanno ricevuto il benvenuto del consigliere del Presidente della Repubblica per la stampa e la comunicazione, Giovanni Grasso che ha introdotto il tema della cerimonia invitando gli ospiti ad assistere alla proiezione del video della presentazione in anteprima dei distintivi di qualifica al Capo dello Stato. Gli ospiti, dopo aver ricevuto i saluti del presidente della Corte Costituzionale, Giorgio Lattanzi e del Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, hanno assistito alla proiezione di uno spot promozionale dei distintivi. Sul palco, il giornalista Paolo Mieli insieme allo storico ed esperto di araldica Michele D’Andrea e al Capo della Polizia Franco Gabrielli hanno ripercorso i passaggi che hanno portato la Polizia di Stato dalla smilitarizzazione avvenuta nel 1981 fino all’attuale adozione dei nuovi distintivi di qualifica. Nel corso del suo intervento il Capo della Polizia a proposito dei nuovi distintivi, ha sottolineato come “Questa operazione è un’operazione che sottolinea il vero nocciolo valoriale della legge 121 ha disegnato l’Amministrazione della pubblica sicurezza che pone al centro il ministero dell’Interno che vede nel ministro dell’Interno l’unica autorità nazionale di pubblica sicurezza e che vede nelle autorità provinciali di pubblica sicurezza, il Prefetto e il Questore, i cardini sul territorio di questa amministrazione.” Il prefetto Gabrielli ha continuato affermando che “Con questa operazione abbiamo sottolineato come la Polizia di Stato è l’amministrazione civile ad ordinamento speciale che esprime le Autorità di pubblica sicurezza. L’autorità di pubblica sicurezza non può non esser incarnata da un’autorità civile questo è un fondamento della nostra democrazia”.
Il Capo della Polizia ha poi continuato con un pensiero al luogo dove la presentazione è avvenuta, la sede della Corte costituzionale dicendo che “Poterlo fare nella casa dei custodi dei valori costituzionali di questo Paese dà ancora di più la sottolineatura di quello che volevamo dire con questa operazione”. Il Prefetto ha poi concluso dicendo: “Simbolicamente avevamo bisogno di trovare un elemento che desse anche il senso del significato del corpo, dell’appartenenza. Aver realizzato attraverso l’aquila, presente sulla spallina di ogni distintivo a partire dall’agente, un fil rouge che lega il primo gradino della nostra amministrazione con l’ultimo che è il dirigente generale, dal nostro punto di vista, ha dato il senso di questa unitarietà, questa unità di questo senso di appartenenza”. Al termine dell’intervento del Capo della Polizia, l’attore televisivo Cesare Bocci ha letto e interpretato un brano tratto dal “De legibus” di Cicerone. Nella giornata di ieri i nuovi distintivi sono stati presentati al Capo dello Stato
Roma 12 luglio 2019

SAN SALVATORE TELESINO (BN) – RINVENUTE DAI CARABINIERI FORESTALI ESCHE AVVELENATE.
A seguito di denuncia sporta da privato per ipotesi di avvelenamento ai danni del proprio cane, i militari della Stazione Carabinieri Forestale di Telese Terme hanno ritrovato, su area verde di proprietà del Comune di San Salvatore Telesino, ubicata in loc. Monte Pugliano, diversi “bocconi” di colore bluastro generalmente utilizzati come esche avvelenate. I militari hanno provveduto a segnalare con opportuni cartelli la presenza di pericolo nella zona interessata ed a notiziare le Autorità preposte (sindaco e dirigente ASL) per i provvedimenti di competenza. Inoltre, il materiale organico sequestrato è stato recapitato presso la sezione locale dell’Istituto Zooprofilattico, ove sono in corso gli approfondimenti tecnici volti a stabilire con certezza la presenza di sostanza venefica e la natura della stessa.
Benevento, giovedì 11 luglio 2019


Esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere
Nella serata di ieri 10 luglio 2019, i Carabinieri della Stazione di San Giorgio del Sannio hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti di un trentunenne di San Martino Sannita dal G.I.P. presso il Tribunale di Benevento per maltrattamenti in famiglia posti in essere in danno della ex convivente e per aver tentato di cagionare la morte del fratello della medesima.
Era da alcuni mesi che una giovane donna di nazionalità romena residente a San Giorgio del Sannio aveva deciso di interrompere la relazione con il compagno per le continue vessazioni, caratterizzate da insulti, aggressioni fisiche e verbali, nonché da reiterate minacce di morte.
L’epilogo della vicenda si aveva nel pomeriggio del 5 giugno u.s. presso l’abitazione della donna in San Giorgio del Sannio, allorquando suo fratello, intervenuto per dei chiarimenti, veniva aggredito dall’ex convivente di sua sorella, che tentava con forza di strangolarlo e di scaraventarlo da un balcone dell’abitazione e poi lo colpiva più volte alla testa con un oggetto metallico a punta. L’indagato non riusciva nel suo intento soltanto per la forte resistenza opposta dalla vittima, che faceva forza sulle gambe per evitare di cadere dal balcone, e per l’intervento della sorella e della madre della vittima stessa. L’indagato si dava così alla fuga, dopo le grida disperate e le invocazioni di aiuto delle donne che avevano allertato i Carabinieri. All’esito della violenta aggressione subita, la vittima riportava lesioni personali. Dopo tale episodio, l’ex compagna dell’indagato trovava il coraggio di denunciare i maltrattamenti subiti dall’uomo, rappresentando ai militari i frequenti episodi di ingiurie, minacce e percosse.
Nella circostanziata enunciazione dei singoli episodi di maltrattamenti, la donna ha fatto anche riferimento a frasi di indole razzista profferite dall’indagato, nella errata convinzione che le vittime, essendo di altra nazionalità, non fossero destinatarie nel nostro territorio di tutela giudiziaria.
E proprio per i reiterati comportamenti violenti, il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Benevento, a conclusione delle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Benevento e svolte dell’Arma di San Giorgio del Sannio, ed in accoglimento della richiesta del P.M., ha emesso l’ordinanza restrittiva che i Carabinieri di San Giorgio del Sannio hanno eseguito, conducendo l’arrestato presso la Casa Circondariale di Benevento.
Benevento, 11 luglio 2019

BENEVENTO – I CARABINIERI FORESTALI SEQUESTRANO RIFIUTI NELLA ZONA INDUSTRIALE DI PONTE VALENTINO.  
Nel pomeriggio del 10 Luglio, i militari della Stazione Carabinieri Forestale di Benevento sono intervenuti nella zona industriale del capoluogo sannita, dove hanno accertato l’illecita gestione di rifiuti da parte di ditta locale operante nel settore. I militari intervenuti hanno sottoposto a sequestro circa 375 metri cubi di rifiuti costituiti da frazione organica, in parte proveniente dal servizio pubblico di raccolta differenziata e in parte da conferimenti privati, illecitamente stoccati all’interno di area adibita a deposito, nonchè in cassoni di tipo scarrabile e semirimorchi di mezzi autoarticolati. Gli accertamenti hanno acclarato che l’azienda operava ben al di fuori dei titoli autorizzativi dell’attività, violando i limiti di gestione prescritti. L’intervento dei militari è stato favorito dalla segnalazione di privati e dalla preziosa collaborazione di Polizia Locale e Arpac.
Benevento 11 luglio 2019


Il giglio di mare protetto vietato raccoglierlo
Tra giugno e settembre capita sulle spiagge di imbattersi in distese di candidi fiori che emanano per l’aria salmastra un profumo dolcissimo: il giglio di mare o Pancrazio. E’ un fiore raro, da tempo specie protetta in alcune regioni, che nella Calabria poco urbanizzata e cementificata trova ancora l’habitat ideale sia sulle coste tirreniche che joniche.
Il giglio di mare, al di là del nome volgare, appartiene di fatto alla famiglia delle amaryllidaceae e condivide con i veri e propri gigli solo la grande infiorescenza bianca.
L’origine del nome deriva dall’unione dei termini greci pan (tutto) e krátos (forza), perché nell’antichità questa pianta dai contenuti alcaloidi potenti, ora considerata tossica, era utilizzata in medicina. Il Pancrazio è una pianta perenne alta circa cinquanta centimetri, passa l’inverno nella sabbia sotto forma di bulbo e il suo splendido fiore produce una capsula contenente semi di colore nero dalla disseminazione molto particolare detta «idrovora», cioè che avviene tramite l’acqua delle onde marine. Il giglio è anche uno dei fiori più antichi, il cui nome deriva dal celtico li che significa bianco, candido, e simboleggia da sempre e in tutte le culture la purezza e l’innocenza. Leggenda vuole che il primo giglio sia sbocciato dalle lacrime di Eva cacciata dal Paradiso terrestre e diverse figure di santi, come San Giuseppe e Sant’Antonio, molto venerati nel Sud Italia, sono raffigurati con dei gigli tra le mani. Ma in Calabria il giglio di mare è legato senz’altro alla mitologica greca e alla figura di Hera, o Giunone, la dea protettrice delle donne e della fecondità, venerata nei nostri territori in epoca magnogreca e del cui maestoso tempio vi è ancora traccia a Crotone. Si narra che Giunone allattava al seno il piccolo Ercole per renderlo immortale ma questi succhiava con troppa foga. Dal seno caddero alcune gocce di latte: alcune schizzarono verso l’alto e formarono la Via Lattea, altre caddero sulla Terra e diventarono i magnifici gigli di mare che da allora, come dono divino, nascono tra le dune sabbiose proprio nel periodo in cui la terra è più arida e riarsa dal sole.
Da pochi anni il WWF cerca di ripiantarli su tutte le spiaggie italiane
Roma 9 luglio 2019

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